La vera rivoluzione è cambiare. Il Molise sceglie Frattura, dopo dodici anni Iorio all’opposizione

Postato in Quotidiani Telematici

di PASQUALE DI BELLO

Con oltre il 44% dei consensi, Paolo Di Laura Frattura è il nuovo presidente della Regione Molise. Pesante sconfitta per il governatore uscente Michele Iorio che col suo 27% accusa un ritardo di oltre diciassette punti percentuali. Ottima la performance del Movimento 5 Stelle che si attesta al 16%, delude dente il risultato di Massimo Romano che giunge quarto con l’11%. Decisamente modesta la prova di Antonio De Lellis e quella di Camillo Colella



I numeri non ammettono dubbi e già a metà pomeriggio il risultato è apparso certo. Le elezioni regionali del Molise le hanno vinte Paolo Di Laura Frattura e il centrosinistra. Iorio e il centrodestra, dopo dodici anni di potere incontrastato, andranno a sedersi tra i banchi dell’opposizione. Il distacco tra i candidati, a tarda serata, non solo è incolmabile ma racconta di una bocciatura senza appello: diciassette punti percentuali di differenza tra Frattura e Iorio raccontano di un risultato sin troppo severo per il governatore uscente. Al terzo posto, confermando la buona performance delle politiche, si piazza il Movimento 5 Stelle con il candidato presidente Antonio Federico. Chi invece, se fosse possibile, esce sconfitto ancora più di Iorio, è Massimo Romano che non va oltre il quarto posto e una modesta percentuale di consensi. Il candidato Antonio De Lellis è quinto con un solo punto percentuale mentre fanalino di coda risulta Camillo Colella con voti che non arriva nemmeno ad un punto percentuale.

Paolo Di Laura Frattura (44% circa)

Partiamo da lui, dal vincitore. I fatti dicono che ha azzeccato bene una mossa, quella di imbarcare sulla nave le truppe centriste di Rialzati Molise, il movimento civico che fa campo all’ex presidente del Consiglio regionale, Mario Pietracupa. Con un dato vicino all’8% l’armata Patriciello metterà in consiglio regionale con molta probabilità due rappresentanti (Cotugno di certo). Considerando il dato dell’Udeur, di poco superiore al 4%, è indubbio il valore aggiunto che Frattura ha guadagnato con un’operazione che ha fatto storcere il naso a molti ma che alla fine ha pagato. Rialzati Molise e Udeur hanno portato a Frattura un bottino cospicuo: circa il 12% dei consensi dei molisani. Altra mossa vincente per il neo presidente è stata la creazione di una propria e indipendente lista civica d’appoggio, Unione per il Molise che guadagna il 7,5% e che porterà in consiglio regionale il sindaco di San Martino in Pensilis (e assessore in pectore) Vittorino Facciolla. Tiene in Molise, dopo il tracollo nazionale, l’Italia dei Valori che si attesta intorno all’8%. Il Pd, dal canto suo, si conferma ilprimo partito della coalizione con oltre il 13% dei voti e che porterà in Consiglio regionale tre rappresentanti (Petraroia, Carriero e Scarabeo). Un consigliere dovrebbe andare anche a Sel col 4,5%.

Michele Iorio (27% circa)

Il governatore uscente è arrivato all’appuntamento elettorale sfiancato e dissanguato dalla emorragia di big che lo hanno abbandonato. Gli ex assessori Vitagliano e Di Sandro, che hanno tentato la carta romana, i transfughi Pietracupa e Niro, e i candidati (solo) al listino maggioritario Chieffo e Velardi. In termini di consenso, questo vuol dire una perdita secca di migliaia di voti a cui a migliaia se ne aggiungono altri persi per strada per la l’esclusione della lista Pdl in provincia di Isernia. Con un risultato che si aggira intorno al 10% il Popolo della Libertà porterà in consiglio regionale due rappresentanti, Angiolina Fusco Perrella e Nicola Cavaliere: questi i nomi probabili. Insieme a Iorio entreranno in Consiglio un rappresentante dell’Udc (probabile Sabusco) e uno di Grande Sud (probabile D’Aimmo). Inconsistente per Iorio è stato l’apporto della Destra di Storace.

Antonio Federico (16% circa)

Terzo posto per il Movimento 5 Stelle che conferma, seppure con un cospicuo ridimensionamento percentuale, l’ottima performance delle politiche. Insieme ad Antonio Federico dovrebbe entrare in Consiglio regionale un altro rappresentante dei grillini.

Massimo Romano (11% circa)

Il grande sconfitto è lui a cui toccherà un solo rappresentante (Durante). Una campagna elettorale condotta tutta a testa bassa e a colpi di denunce politiche e giudiziarie non ha pagato. Una sconfitta che brucia e che terrà Romano lontano dal Consiglio per molto tempo: almeno per una legislatura. La scelta coraggiosa di correre solo come presidente, escludendo la candidatura al proporzionale, lo relega ai margini della politica regionale. Da oggi il Molise perde un protagonista di molte battaglie, condivisibili o meno, che difficilmente potrà rientrare in scena. In una terra di pelandroni, scompare un lavoratore della politica.

Antonio De Lellis (1% circa)

La sua proposta non è stata recepita dai molisani e si è limitata a raccogliere un consenso marginale di forze provenienti dall’antagonismo di sinistra e dal radicalismo di matrice cattolica.

Camillo Colella (0,60% circa)

Velleitaria la sua candidatura e improvvisata la sua proposta politico-programmatica. I molisani, probabilmente, non si sono nemmeno accorti della sua presenza.

Pubblicato in Giornale del Molise il 27/02/2013